Misonoperso

Presentare un Poeta e Artista non è mai impresa facile, presentare una Creatura sinceramente destinata all’Arte per sincera vocazione, come Angela di Blasi, lo è ancor di più.

Così mi accingo a farlo in punta di piedi, lasciando parlare il mio cuore…

Sospesa tra Spirito e Materia, la ricerca artistica di Angela di Blasi va oltre il significato materico per rappresentare la forza coesiva del colore e della forma e raggiunge una maturità espressiva capace di delineare un ricchissimo immaginario poetico fatto di suggestioni astratte e paesaggi onirici, ricami e cuciture a vista, essenze colorate e corpi distesi in una preziosa e lussureggiante Natura generatrice di forze primigenie.

La cifra stilistica dell’Artista, tuttavia, non si limita ad una gioiosa pratica della composizione, ad uno sterile turbinio psichedelico di colori come movimento incessante.

Lontana dalle ortodossie storico-artistiche, infatti, Angela di Blasi predilige il riciclo dello scarto in ambito tessile e materico come un mezzo di espressione eletto.

L’Artista, per l’appunto, plasma la materia e la sottopone alla disciplina del lavoro delle mani, alla responsabilità della sperimentazione di linguaggi innovativi in grado di allargare i propri orizzonti, forgia l’elemento materico perché possa arricchirsi di significati e trascendere l’uso originale al quale era destinato.

Scarti di stoffe, bottoni, ciuffi colorati di lana e di rafia popolano i paesaggi di questi quadri descrivendo orizzonti naturali, corpi di donne languidamente adagiate e raccontando storie antiche e segrete.

Raccogliere e collezionare con attenzione ciò che per molti è solo un rifiuto, uno scarto e renderlo, tramite la Τέχνη artistica, materia intrisa di Spirito, materia capace di generare un linguaggio è segno, non solo della spiccata sensibilità ai temi ambientali dimostrata da Angela più volte, ancor di più è indizio di una coscienza artistica incardinata a doppio filo a quella civile.

Tele pungenti, ruvide, talora invece, morbide e spugnose, con un carico uso di nero, oro e rosso delineano una pittura materica, forte e decisa simile ad un’energia in continua trasformazione, che trascina con sé tutto ciò che incontra sul proprio cammino e lo trasforma in forme guizzanti e leggere, in colori franchi e aperti, squillanti.

Eppure, preme rilevare che tale energia, sottoposta alla grammatica della composizione di stoffe e collage di tessuti destinati al macero, recuperati in luoghi di fortuna, permette alle Opere qui esposte di suggerirci che …

di Claudia Desirèe Lentini

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